AI: tempesta perfetta?
O dentro o fuori. Consapevolmente
5 Novembre 2026
Royal Garden Hotel - Via Giuseppe di Vittorio, 4 - Assago MI
Siamo ad un altro un punto di svolta, uno di quelli che la storia ricorderà come lo spartiacque tra un “prima” e un “dopo”. Spesso guardiamo all’Intelligenza Artificiale come a un accessorio tecnologico, un nuovo software da installare o un gadget per appassionati di informatica. La verità, però, è molto più profonda, complessa, impattante e radicale: l’AI non è un’opzione che possiamo decidere di ignorare stando a guardare dalla finestra. È il nuovo clima in cui siamo immersi, l’elettricità del ventunesimo secolo, una forza trasformatrice che sta riscrivendo le regole del lavoro, della creatività e delle relazioni umane.
Il convegno nasce da una provocazione necessaria volta a stimolare la consapevolezza e le conseguenti azioni delle aziende. Infatti, essere “fuori” significa subire passivamente un cambiamento senza avere gli strumenti per decodificarlo. Essere “dentro”, invece, non vuol dire accettare acriticamente ogni innovazione, ma scegliere di vivere questa nuova era con sguardo vigile e spirito critico.
Come comportarsi, allora? Alcune considerazioni ci possono aiutare: l’IA è pervasiva, ed è troppo “comoda” per non essere usata autonomamente dai singoli addetti, l’IA è potente, e può essere usata nei vari processi in modo locale (ad esempio la manutenzione predittiva), o come framework ma in questo secondo caso richiede competenze che vanno largamente al di là di quelle tecniche, chi ci riesce ha vantaggi competitivi enormi; l’IA è normata da legislazione italiana ed europea. Anche le nuove figure professionali associate (ad es. il CAIO, Chief Artificial Intelligence Officer) sono soggette a normative che implicano responsabilità civili e talvolte penali dei responsabili apicali.
Non decidere non è un’opzione e decidere senza consapevolezza è molto pericoloso.
L’obiettivo di IBE26 è indurre a porre e porsi le giuste domande per comprendere e gestire
managerialmente un fenomeno assolutamente impattante a diversi livelli.
Uscire da questo convegno con più domande che risposte non sarà un fallimento, ma un successo.
Significherà aver compreso che il futuro non è qualcosa che accade, ma qualcosa che si costruisce.
La scelta non è tra tecnologia e umanità, ma tra subire il futuro o diventarne protagonisti.
Perché in questo nuovo mondo, l’unica vera sconfitta è restare a guardare senza capire
AI, o dentro o fuori
Agenda Preliminare
09.00 Accoglienza e registrazione partecipanti
09.30 Benvenuto
Mauro Rizzolo | FEDERTEC
09.45 AI: tempesta perfetta? O dentro o fuori consapevolmente
Massimo Fucci | MindUP
10.00 Oltre i limiti: l’AI e la nascita dell’impresa aumentata
Roberto Siagri | Rotonium
10.20 AI: tecnologia, nuove modalità operative e consapevolezza manageriale
Roberto Filippelli | Microsoft
10.40 Il ferro e l’algoritmo. Governare il rischio giuridico della robotica nell’era della Physical AI
Andrea Rossetti | Università degli studi Milano-Bicocca
11.00 AI, il rischio non è adottarla ma non saperla governare
Gianluigi Iacovino | Allianz Trade
11.20 Sotto controllo, ma in che senso?
Massimo V. A. Manzari | RED OPEN
11.40 Custodire l’umano nella trasformazione. Verita’, lavoro, liberta’
don Franco Tassone | Direttore Caritas Pavia
12.00 Finirà la generazione del ferro e in tutto il mondo sorgerà quella dell’oro
Marco Maiocchi | OpDIPo – Future Evangelist
12.20 L’isola delle macchine (liberamente tratto da “La Tempesta” di W. Shakespeare)
Compagnia ‘Mai sentiti’ | Spettacolo Teatrale
12.40 Dibattito interattivo
Domenico Di Monte / FEDERTEC
13.15 Business lunch e relazioni
IBE 2026
Per iscriverti ad IBE 2026 compila cortesemente il modulo sottostante.
IBE 2026 e’ un evento privato, esclusivo ed a numero chiuso, effettuato in presenza.
Per consentire la giusta fruibilita’, la segreteria organizzativa esaminera’ la tua richiesta e ti comunichera’ l’esito non appena possibile. Chi non rientrasse nel numero chiuso, ricevera’ un link per accedere agli atti ed alla versione registrata dell’evento.
Relatori e Abstract Interventi
Roberto Siagri
Laurea in Fisica e imprenditore tecnologico. Innovatore e visionario concreto, ha cofondato Eurotech nel 1992, guidandola come CEO fino al 2021. Ha guidato aziende e business sia negli USA, sia in Giappone.
Oggi è cofondatore e CEO di Rotonium, startup
attiva nello sviluppo di processori quantistici fotonici compatti,operanti a temperatura ambiente e destinati alle applicazioni edge.
È investitore e promotore di iniziative nel settore deep tech. È autore di “La servitizzazione” e coautore di “Anticipare il futuro”.
OLTRE I LIMITI: L’AI E LA NASCITA DELL’IMPRESA AUMENTATA
La vera portata dell’AI non consiste nel fare meglio ciò che già facciamo, ma nel rendere possibili forme d’impresa, di produzione e di crescita che prima non erano praticabili. Oggi l’intelligenza artificiale viene identificata soprattutto con l’AI generativa, ma la trasformazione in corso è molto più ampia: dagli agenti autonomi all’Edge AI, dai modelli linguistici locali alla robotica, fino alla convergenza con le tecnologie quantistiche.
L’AI non servirà soltanto ad automatizzare attività e ridurre i costi. Potenzierà le capacità delle persone e delle organizzazioni, rendendo possibili nuovi servizi, nuovi modelli d’impresa e forme di sviluppo più sostenibili.
Il talk propone una lettura dell’AI come infrastruttura cognitiva diffusa e come leva per superare alcuni dei limiti economici, organizzativi e ambientali dell’attuale modello di sviluppo. Fino a riaprire una possibilità evocata da Buckminster Fuller: liberarci progressivamente dalla necessità di guadagnarci da vivere attraverso attività imposte dalla sopravvivenza, restituendo tempo all’apprendimento, alla creatività e alla realizzazione umana.
Non possiamo starne fuori: dobbiamo entrarci consapevolmente, se abbiamo a cuore il nostro futuro.
Roberto Filipelli
Roberto Filipelli è il nuovo responsabile Azure Go To Market per le PMI in Europa. In Microsoft Italia ha gestito end-to-end il business Microsoft Cloud, curando pianificazione, ricavi e strategie aziendali.
In precedenza, come Director Application Development & Infrastructure Partner in Microsoft Western Europe, ha guidato l’adozione del Cloud e dell’IoT industriale sui Top Partner nei cluster ALPS, BENELUX, NORDICS e IBERIA.
Nel suo percorso in Microsoft, iniziato come Software Architect, ha ricoperto ruoli di rilievo come Director Sales per i settori Enterprise, Manufacturing e Server & Tools.
AI: TECNOLOGIA, NUOVE MODALITA’ OPERATIVE E CONSAPEVOLEZZA MANAGERIALE
La strategia di Microsoft sull’intelligenza artificiale è aiutare le organizzazioni a trasformare il modo in cui lavorano, rendendo le persone più produttive, accelerando i processi decisionali e valorizzando il patrimonio di dati e conoscenze aziendali per generare crescita, innovazione e vantaggio competitivo.
Perché questo valore sia sostenibile nel tempo, l’AI deve essere adottata in modo sicuro, governato e responsabile, garantendo fiducia, controllo e protezione delle informazioni. La sicurezza non è quindi un elemento separato, ma una componente integrata della trasformazione, che consente alle aziende di individuare e mitigare le vulnerabilità, ridurre il rischio, rafforzare la resilienza del business e permettere ai team di concentrarsi sulle attività a maggior valore.
Allo stesso tempo, Microsoft sta investendo nella realizzazione di infrastrutture digitali sempre più sostenibili, aumentando l’utilizzo di energia rinnovabile, migliorando l’efficienza dei propri datacenter e sviluppando soluzioni per ridurre e rimuovere le emissioni di carbonio, con l’obiettivo di diventare carbon negative entro il 2030 e di rimuovere entro il 2050 una quantità di carbonio equivalente a tutte le emissioni generate dall’azienda dalla sua fondazione nel 1975.
Massimo V. A. Manzari
Co-fondatore di RED OPEN (spinoff dell’Università degli Studi Milano-Bicocca), si occupa di innovazione responsabile nell’era digitale. Con trent’anni di esperienza nella proposizione dell’innovazione di cui è uno dei piu qualificati evangelist italiani, è un apprezzato business designer, consulente di processo e knowledge broker.
Opera in qualità di MENTOR per il Management e le organizzazioni. Docente di Change Management al Master ICT Management presso Milano-Bicocca, promuove un utilizzo responsabile delle tecnologie e dell’IA, enfatizzando la consapevolezza della persona nelle dipendenze e indipendenze digitali.

SOTTO CONTROLLO, MA IN CHE SENSO?
Per chi guida un’organizzazione, l’intelligenza artificiale non è più una scelta tecnologica ma una decisione strategica, con implicazioni dirette su rischio, reputazione e continuità operativa.
In venti minuti analizzeremo tre leve che ogni manager deve presidiare, la privacy, dove un trattamento dei dati non conforme si traduce in sanzioni e perdita di fiducia dei clienti, la sovranità digitale, ovvero quanto la propria operatività dipenda da fornitori e infrastrutture su cui non si ha reale controllo e il Cyber Resilience Act, il nuovo quadro europeo che trasforma la sicurezza di prodotti e software connessi da buona pratica a obbligo di legge, con scadenze già a partire dal 2026-2027.
Perchè considerare sicurezza, sovranità e conformità come un centro di costo non è solo un errore di valutazione, ma un rischio strategico inaccettabile. Non sono spese, ma investimenti che proteggono i ricavi, preservano la reputazione e garantiscono l’evoluzione e la continuità del business.
Chi saprà anticipare questi temi non solo eviterà rischi, ma costruirà la fiducia che diventerà la vera moneta dell’economia digitale.
Gianluigi Iacovino
Gianluigi Iacovino è Head of Credit Assessment per l’Italia e la regione MMEA di Allianz Trade, con oltre 25 anni di esperienza nel credito commerciale, risk management e underwriting. Guida team internazionali in Europa, Medio Oriente e Africa, sviluppando processi decisionali e modelli di governance efficaci.
Con un percorso maturato in Euler Hermes e Allianz, unisce rigore analitico, visione strategica e attenzione alla trasformazione digitale, offrendo una prospettiva autorevole sulla gestione del rischio creditizio e l’evoluzione dei mercati.
AI, IL RISCHIO NON E’ ADOTTARLA MA NON SAPERLA GOVERNARE
Viene approfondito il ruolo dell’Intelligenza Artificiale come una delle principali sfide e opportunità per le imprese. Partendo dai risultati dell’Allianz Risk Barometer 2026, che colloca l’AI tra i rischi più rilevanti percepiti a livello globale, verrà analizzato come il vero tema non sia l’adozione della tecnologia, ma la sua corretta governance.
Attraverso l’esperienza di Allianz Trade, saranno illustrati casi concreti di applicazione dell’AI nei processi di valutazione del rischio, attribuzione dei rating, copertura del credito e recupero crediti, evidenziando i benefici in termini di rapidità, accuratezza e capacità predittiva.
L’intervento metterà inoltre in luce gli errori più frequenti commessi dalle aziende: approcciare l’AI come un semplice progetto tecnologico, trascurare governance e qualità dei dati o considerarla un sostituto delle competenze umane. Particolare attenzione sarà dedicata agli elementi che distinguono le organizzazioni capaci di trasformare l’AI in un vantaggio competitivo: strategia chiara, dati affidabili, investimenti nelle persone e modelli decisionali evoluti.
Il messaggio finale sarà che il successo non dipenderà da chi utilizzerà più Intelligenza Artificiale, ma da chi saprà integrarla in modo responsabile, sicuro e orientato alla creazione di valore.
Andrea Rossetti
Professore di Filosofia del diritto all’Università Milano-Bicocca, dove insegna Informatica giuridica. Dal 2023 insegna etica, diritto e IA nel master Human Centered AI. I suoi studi riguardano i sistemi formali per il diritto, la cybersecurity, la privacy e la governance dell’IA.
Autore e curatore di diverse pubblicazioni (tra cui Legal Informatics), nel 2017 ha cofondato lo spin-off ReD Open. Dirige l’Osservatorio DIGIT, la rivista e il corso sulla Trasformazione Digitale della Giustizia, e presiede il centro di ricerca Diritto e Informatica del Collegio Ghislieri di Pavia. Scrive anche sul Settimanale Giallo.
IL FERRO E L’ALGORITMO. GOVERNARE IL RISCHIO GIURIDICO DELLA ROBOTICA NELL’ERA DELLA PHYSICAL AI
L’integrazione di robotica avanzata e Intelligenza Artificiale sta trasformando le aziende, offrendo efficienza e flessibilità senza precedenti. Tuttavia, il passaggio da macchine rigidamente programmate ad agenti fisici dotati di autonomia e capacità di apprendimento (Physical AI) espone le aziende utilizzatrici a vulnerabilità giuridiche del tutto nuove.
Pensato per la platea di IBE 2026, questo intervento fa chiarezza sulla “tempesta perfetta” normativa che sta investendo l’Europa, focalizzandosi non sui costruttori, ma sui rischi concreti per le aziende che adottano i robot.
Verranno analizzati tre pilastri fondamentali:
- La nuova Direttiva sulla Responsabilità per Prodotti Difettosi (PLD) (da recepire entro fine 2026): Stravolge le regole del contenzioso. Il software e i dati diventano ufficialmente “prodotti”. In caso di infortunio o danno causato da un robot, scatta la presunzione di difettosità e l’inversione dell’onere della prova. Se l’azienda non è in grado di esibire log inoppugnabili delle decisioni prese dall’algoritmo, sarà presunta colpevole.
- Il Regolamento Macchine (UE 2023/1230) (applicabile da gennaio 2027): Introduce il concetto insidioso di “modifica sostanziale”. Un aggiornamento software (OTA), una modifica ai parametri di cybersecurity o l’auto-apprendimento del robot possono trasformare legalmente l’azienda utilizzatrice nel “fabbricante” della macchina, accollandole oneri di certificazione e gravissime responsabilità civili e penali in caso di incidente.
- L’AI Act e il “Digital Omnibus” (2026): I nuovi obblighi di sorveglianza umana, data governance e tracciabilità per i deployer (utilizzatori) di sistemi considerati “ad alto rischio”, come la robotica collaborativa.
Oggi, giustificazioni come “l’algoritmo ha deciso da solo” o “è colpa del fornitore IT” non costituiscono più una difesa legale ammissibile in tribunale. L’azienda che implementa robot si assume una responsabilità sistemica che va ben oltre il perimetro del Responsabile Sicurezza (RSPP), coinvolgendo direttamente il management apicale.
In pieno spirito IBE, l’intervento non si limiterà a un elenco di norme, ma fornirà ai decisori un framework per porre e porsi le giuste domande. L’obiettivo è trasformare la compliance da mero onere burocratico a scudo protettivo per il capitale aziendale, integrando cultura d’impresa, competenze tecniche e una solida governance legale.
don Franco Tassone
Da sempre ho orientato il mio ministero alla luce dei principi della Dottrina Sociale della Chiesa, unendo annuncio
evangelico e promozione della giustizia.
Da sempre ho cercato un approccio concreto e attento alle trasformazioni
sociali, fondato sull’ascolto della Parola, il servizio agli ultimi e la costruzione di reti solidali tra istruzione, territorio e comunità ecclesiale.
Commendatore al Merito della Repubblica Italiana. LAUREA GIURISPRUDENZA Unipv, MASTER IN PSICOLOGIA GIURIDICA, MASTER IN DOTTRINA SOCIALE DELLA CHIESA Pontificia Università
Lateranense- Sostenitore della rete Made in Pavia.
Autore di pubblicazioni e articoli in ambito educativo e sociale.
CUSTODIRE L’UMANO NELLA TRASFORMAZIONE. VERITA’, LAVORO, LIBERTA’. UNO SGUARDO DALL’ALTO: PER UN FUTURO DELL’UOMO
L’enciclica di Leone XIV: l’IA serva l’umanità, non il potere di pochi.
Nel 135° anniversario della “Rerum novarum”, il Pontefice riflette nella sua prima enciclica, “Magnifica humanitas”, sulla Dottrina sociale della Chiesa nel tempo dell’intelligenza artificiale. L’appello a custodire “una magnifica umanità abitata da Dio”, promuovendo verità, dignità del lavoro, giustizia sociale e pace. Nell’era digitale, occorre disarmare l’IA e superare la teoria della “guerra giusta”, rilanciando dialogo e multilateralismo; le passioni tristi rappresentano il disagio contemporaneo che producono il malessere sociale attuale. Infatti, non rappresentano più soltanto stati d’animo passeggeri, bensì una vera e propria condizione strutturale dell’epoca moderna.
L’iperconnessione quotidiana e la costante pressione a dimostrarsi performanti e felici amplificano nelle persone il senso di inadeguatezza, sfociando in un’eccessiva medicalizzazione del disagio e nella progressiva disgregazione dei legami sociali reali. A quindici anni dalle intuizioni di Benasayag e Schmit, la situazione si è ulteriormente aggravata. La trasformazione fondamentale riguarda il cambio di prospettiva temporale: il futuro ha perso la sua valenza di “promessa” carica di aspettative per trasformarsi in una “minaccia”. Il domani viene oggi percepito come un tempo caratterizzato da castrazione, fallimento, sciagura e stagnazione.
Questa percezione è alimentata da una crescente competizione economica tra stati, governi e classi sociali. Tale dinamica accentua i dislivelli e le disuguaglianze, condannando i soggetti più deboli alla catastrofe, senza che vi sia alcuna pietà, rimorso o assunzione di responsabilità da parte dei “vincitori”. In questo contesto i ricchi diventano sempre più ricchi, i poveri più poveri e la classe media si riduce drasticamente. Con l’abbandono del senso di comunità e della solidarietà (Bauman), subentra un’angoscia automatica e pervasiva. Per difendersi da questo timore del futuro, la società mette in atto una “fuga maniacale” nell’eternizzazione del presente (Recalcati, Lacan), elevandolo a unico luogo di successo, godimento e vittoria immediati.
In una condizione d’equilibrio, il rapporto con il tempo dovrebbe prevedere memoria e gratitudine per il passato e fiducia verso il futuro. L’attuale distorsione rappresenta il sintomo più evidente di una profonda crisi collettiva. Che ruolo gioca l’intelligenza artificiale? Come porsi? Quale è la strada?
Massimo Fucci
Laureato in Fisica Cibernetica, ha via via sviluppato diverse competenze: sistemistiche, commerciali, marketing, gestione aziendale.
Ideatore e sviluppatore di MindUP, una metodologia basata sulle mappe mentali, depositata come
opera di ingegno in SIAE, orientata al miglioramento dell’efficienza delle aziende, con la quale sviluppa percorsi di Mentoring personalizzati.
Mentalità orientata ad Innovazione e cambiamento con metodo è Ideatore dell’evento IBE,
Direttore della Permormance Academy, Direttore di testata giornalistica e Professore a contratto alle Università di Bergamo e Politecnico di Milano.
AI: TEMPESTA PERFETTA? O DENTRO O FUORI CONSAPEVOLMENTE
Siamo ad un altro un punto di svolta, uno di quelli che la storia ricorderà come lo spartiacque tra un “prima” e un “dopo”. Spesso guardiamo all’Intelligenza Artificiale come a un accessorio tecnologico, un nuovo software da installare o un gadget per appassionati di informatica. La verità, però, è molto più profonda, complessa, impattante e radicale: l’AI non è un’opzione che possiamo decidere di ignorare stando a guardare dalla finestra. È il nuovo clima in cui siamo immersi, l’elettricità del ventunesimo secolo, una forza trasformatrice che sta riscrivendo le regole del lavoro, della creatività e delle relazioni umane.
Il convegno nasce da una provocazione necessaria volta a stimolare la consapevolezza e le conseguenti azioni delle aziende. Infatti, essere “fuori” significa subire passivamente un cambiamento senza avere gli strumenti per decodificarlo. Essere “dentro”, invece, non vuol dire accettare acriticamente ogni innovazione, ma scegliere di vivere questa nuova era con sguardo vigile e spirito critico.
Come comportarsi, allora? Alcune considerazioni ci possono aiutare: l’IA è pervasiva, ed è troppo “comoda” per non essere usata autonomamente dai singoli addetti, l’IA è potente, e può essere usata nei vari processi in modo locale (ad esempio la manutenzione predittiva), o come framework ma in questo secondo caso richiede competenze che vanno largamente al di là di quelle tecniche, chi ci riesce ha vantaggi competitivi enormi; l’IA è normata da legislazione italiana ed europea. Anche le nuove figure professionali associate (ad es. il CAIO, Chief Artifical Intelligence Officer) sono soggette a normative che implicano responsabilità civili e talvolte penali dei responsabili apicali.
Non decidere non è un’opzione e decidere senza consapevolezza è molto pericoloso.
L’obiettivo di IBE26 è indurre a porre e porsi le giuste domande per comprendere e gestire
managerialmente un fenomeno assolutamente impattante a diversi livelli.
Uscire da questo convegno con più domande che risposte non sarà un fallimento, ma un successo.
Significherà aver compreso che il futuro non è qualcosa che accade, ma qualcosa che si costruisce.
La scelta non è tra tecnologia e umanità, ma tra subire il futuro o diventarne protagonisti.
Perché in questo nuovo mondo, l’unica vera sconfitta è restare a guardare senza capire
AI, o dentro o fuori
Marco Maiocchi
Milanese, fisico. Visionario strutturato.
Dal 2001 Professore Associato di Informatica all’Università Statale di Milano dal
1973, quindi Ordinario presso il Politecnico di Milano. Continua occasionalmente l’insegnamento al Conservatorio G. Verdi di Milano e all’Accademia della Pigna di Sanremo. Dopo oltre vent’anni di ricerche in Metodologie e Qualità e Ingegneria del Software, ora si occupa di Comunicazione Multimediale, modelli neuroscientifici ed Emotional Design.
Tra i fondatori di Etnoteam spa nel 1978, è stato Amministratore Delegato di I.NET spa. Ha avuto la responsabilità di numerosi progetti nazionali e internazionali.
È autore di decine di libri e di centinaia di articoli scientifici e di
divulgazione.
FINIRA’ LA GENERAZIONE DEL FERRO E IN TUTTO IL MONDO SORGERA’ QUELLA DELL’ORO
Quando si dice “intelligenza artificiale” si pensa quasi sempre ai chatbot conversazionali (ChatGPT, Claude, Gemini), cosa che occulta l’esistenza di centomila “narrow AI” — sistemi specializzati (riconoscimento facciale, credit scoring, sentiment analysis, anomaly detection, predictive maintenance, …) che condividono lo stesso motore matematico di base ma svolgono un solo compito, senza dialogare con nessuno, e sono già operativi in ospedali, fabbriche, sistemi di controllo.
La domanda giusta non è quale IA, ma quale organizzazione essere per poterla accogliere. La tecnologia richiede un investimento pluriennale (governance dei dati, nuovi processi, nuove competenze), mentre la cultura d’impresa media ragiona per trimestre — un disallineamento non di budget ma di grammatica temporale.
Adriano Olivetti pensava la fabbrica come comunità, restituendo al territorio più di quanto ne estraeva; l’imprenditoria che oggi guida la corsa all’IA sembra aver rovesciato quel patto, issando bandiera propria su un bene comune.
Riflettiamo sul richiamo alla prima enciclica di Leone XIV, Magnifica Humanitas (maggio 2026), che chiede che dati, algoritmi e infrastrutture digitali restino beni destinati a tutti.
Siamo di fronte a un paradosso operativo interno alle aziende: il vertice delibera per progetti pilota isolati, la base adotta l’IA per abitudine quotidiana (report, sintesi, decisioni rapide), spesso incollando dati sensibili in prompt
esterni — due velocità che non comunicano tra loro.
A questo si aggiunge una pressione esterna: la narrativa del “chi non adotta resta indietro” è in parte un’agenda di mercati finanziari e vendor, non necessariamente l’interesse dell’azienda.
Allora, dentro o fuori? La domanda è mal posta: l’alternativa reale è tra consapevolezza e inconsapevolezza. Da qui una distinzione operativa: la Narrow AI si valuta caso per caso con un’analisi costi-benefici; gli LLM diffusi richiedono invece una governance condivisa, valida per tutta l’organizzazione.
La consulenza, utile, forse necessaria, può orientare ma non sostituire la decisione del vertice aziendale.
La domanda che l’IA ripropone oggi è la stessa di sempre — costruire per pochi, o destinare a tutti? Non è un problema etico, è un problema di sopravvivenza dell’uomo in un mercato.
Ma ci vogliono visione, cultura, conoscenza.
Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e conoscenza.